mercoledì, gennaio 10, 2007

29


Non ho mai desiderato tanto dormire come in questi giorni credo.

Passato il Natale il magico mondo delle candele ha riaperto con i saldi e l’inventario da fare ed è tutto mio. Sola soletta, mi divido fra gli alberi da disfare –che, ho scoperto, mi provocano un orribile prurito allergico alle mani- le clienti svogliate, le trasmissioni alla radio che mi scandiscono la vita dalle otto alle 20 più o meno tutti i giorni. Ieri sera ho studiato, stirato, bevuto una tazza di tè, poi sono andata a dormire con un filmetto. Non sono riuscita a finirlo, però.
Verso le undici di sera ho trovato la mia amica strizzacervelli in chat e abbiamo chiacchierato di me.
Ho detto delle cose interessanti, credo, a cui lei ha replicato “ricordati che anche se questa è solo una chat, scripta manent”.

Sembro a pezzi e un po’ lo sono, ma sono contenta.
Domani compio gli anni, un numero dispari e di confine, ho avuto un regalo di compleanno meraviglioso da me stessa in collaborazione con la mia famiglia, questo week end scappo nella casa con l’eucalipto e credo che non esista al mondo un posto che amo di più, o un posto in cui desideri di più festeggiare il mio compleanno.
Sono circondata da un sacco di amore, in molte forme, so che questa cosa non mi abbandona mai. Lo dicevo anche alla mia amica ieri sera: lei si rimproverava di avermi persa di vista per qualche tempo in un momento molto buio, io, che da parte mia mi rendo conto solo adesso di quanto veramente buio sia stato quel periodo, ho realizzato che nonostante i dolori, il desiderio di rinchiudermi e la voglia di scappare da qualunque forma di socialità mi venisse proposta, non mi sono mai sentita sola. Mai un minuto.
Se c’è una cosa che mi accompagna da sempre in questo mio sussultare lento, chiedermi le cose e torturarmi in silenzio, sono le persone che mi vogliono bene.
Non sono mai mancate nemmeno quando io non volevo vedermele intorno.

Adesso le cose sono diverse. Sono diverse perché mentre sto qui a ricoprirmi di polvere sistemando rose arancioni con calle e fresie, mentre preparo vasetti di anemoni “tanto delicati che sembrano veri” mi viene voglia di uscire e tirare una pedata a un cassonetto, prendere la vespa e andare in alto su qualche colle dove c’è più ossigeno e la vista può spaziare più in là, adesso ho solo voglia di correre e sentire i muscoli che mi fanno male.
Voglio riappropriarmi della fatica, quella buona, quella che quando ti svegli la mattina ti fa sentire in grado di ripartire da un punto sempre diverso, invece che sempre dallo stesso.

Buon compleanno biondina