
Nel magico mondo delle candele ci fa buca, come si dice da queste parti. I nostri clienti sono spesso un po' eccentrici, e parlano dei fatti loro come se fossero sotto il casco del parrucchiere. Mammine coi figli (ci sono due scuole vicino al negozio), signori appassionati di giardinaggio e naturalmente anche meravigliose vecchiette con i capelli in ordine, il carrellino con la spesa, cinque paia di occhiali e le foto dei nipotini nella tasca della giacca (ho visto più foto di bambini sorridenti da quando sono in quel negozio che in una vita, davvero). Io e il mio capo ci deliziamo giorno per giorno con gli aneddoti sul cliente più assurdo o la richiesta più insolita. La mia preferita recentemente è stata una bambina di una decina d'anni, tenerissima, che è entrata, ha comprato la sua candelina a forma di cuore e poi mi ha guardata e ha detto "io le adoro le candele! E questo posto è bellissimo, è così profumato!" con un'enfasi da diva del cinema.
Io coi matti ci convivo benino, è dal liceo che li attiro come una calamita, ormai più o meno so come gestirmi le situazioni. Ma oggi veramente è stato un po' troppo, anche per me.
Il primo matto di oggi era di quelli che non si riconoscono: camicia azzurra, pantaloni con la piega, rispettabile barba bianca. Un insospettabile insomma.
Entra a grandi falcate e con voce altissima dice (davvero eh) "
ho bisogno di erba".
Evito facili battute e rispondo che non teniamo semi e nemmeno erba sintetica, ma solo terriccio e fertilizzanti. E lui continua:
"ma allora perché avete questo nome da negozio di giardinaggio? eh? con un nome come questo dovete per forza tenere anche l'erba!"Ehh... sospiro. Sorrido perché devo, e spero tanto che con la battuta finale della commessa esasperata se ne vada
."ha perfettamente ragione. Lo farò presente ai titolari""bene! A presto buona serata!"(Andata)
"grazie buonasera".Almeno sembrava cordiale.
Poi c'è stata la signora spocchiosa delle 12. No, questa non era matta, era terribile e basta. Entra con l'abbronzatura di una che vive in barca per tre mesi all'anno, compra dei fiori e cerca di chiacchierare mentre le faccio il pacchetto.
"che caldo vero?""eh sì. Specialmente sotto queste luci..""ah guardi, non mi dica nulla. Pensi che mi hanno fissato il campo da tennis alle cinque! Si rende conto... Io non so davvero come ragiona la gente...""eh.. davvero.. "Nel mezzo una mammina normale e una signora normale.
Poi uno che voleva che gli cambiassi 50 pezzi da 10 euro con una banconota da 500. Poi il matto che strilla quando passa in bici ha deciso di fermarsi e dare un'occhiata al negozio, ma è uscito senza dire una parola.
Alle 12 e 50 credevo di averla fatta franca ed ero già lì che sistemavo per chiudere.
Ed ecco l'exploit finale.
Entra questa signora di una certa età, bianca come il marmo, madida di sudore, coi capelli tirati e un vestitino simile ai prendisole che mi metteva la mia mamma nel 1986, con la gonnellina corta le bretelline e abbottonato davanti. Si avvicina dicendo
"è permesso?" "Salve, sono una presentatrice di prodotti cosmetici. Posso mostrarle il nostro catalogo?""Ehm.. Sì, grazie.. ora sarei impegnata, lo posso tenere?"E' quello che dico sempre a tutti quelli che portano volantini o pubblicità o cose del genere. Poi quando escono uso la carta per scriverci su gli appunti o la butto. Ma in questo caso ho scatenato un vero e proprio dramma umano. La signora mi guarda fissa come se l'avessi davvero profondamente delusa.
"Ma assolutamente no che non lo può tenere! ma perché tutti mi chiedono se possono tenere il catalogo!? Non è mica una pubblicità porta a porta, io vendo prodotti di altissima qualità, mica spazzole!""Scusi sa, non avevo capito.." Cerco di giustificarmi
"è che non posso sfogliarlo qui, quindi pensavo di potergli dare un'occhiata con più calma..." Niente tutto inutile. Anzi pare che la situazione peggiori.
"calmaaa? Ma quale calma!? E quante volte pensa che possa tornare qui io? Guardi, mi fa anche male questo braccio (e mi mostra il braccio dal gomito al polso)
a furia di portare il borsone e i prodotti..."E' proprio disperata, e cerco la prima scappatoia che mi viene in mente che ovviamente si rivela un disastro anche peggiore dei precedenti.
"Mi scusi, davvero ma non posso proprio venirle incontro...""Ma non è lei che viene incontro a me, sono io che le faccio un favore non capisce?! Le porto a casa prodotti straordinari a prezzi ridicoli, e.. e.."e basta però.
"Signora scusi ma devo proprio lavorare..""E se spende settanta euro le regaliamo anche delle bellissime tazzine da caffè...""davvero, Signora la prego.. "Si riprende il preziosissimo catalogo e se ne va mormorando qualcosa sui colori che potrebbero donare alla mia carnagione.
Mi ha preso una tristezza mostruosa. Sono scappata dal negozio con diecimila cose da fare tra cui un giro in banca, dove dopo una coda di un'ora sono finalmente riuscita a raggiungere una cassiera distrutta dalla stanchezza almeno quanto me. Ho fatto quel che dovevo e poi ho chiesto la stampata dei miei movimenti bancari. Lo faccio sempre giusto per essere sicura di non andare in rosso.
Sorpresa.
E' arrivata la quattordicesima.
E non è per tirarmela, ma me la merito.