capogiri
Stasera fa freddo. Stasera rimpiango di aver declinato l’offerta dei miei di portarmi il piumone che a giugno scorso è stato parcheggiato per l’estate nella mia ex cameretta. Stasera vorrei fare tante cose utili fra cui risistemare i libri, i fogli, fare un paio di lavatrici, confezionare due o tre copertine di nuovi dischi. Però purtroppo non mi reggono le gambe. Ho provato a dare la colpa ai tacchi alti ma non è quello, è che quando torno dal negozio ultimamente sono proprio distrutta. Più del solito. Dopo aver chiuso i conti di ottobre ho anche capito perché: quel negozietto che all’inizio era un angolino nascosto per pochi appassionati, ha preso un andazzo da shopping natalizio anche quando, come adesso, dicembre è lontano. I discorsi sul negozio sono noiosi, lo so, non dovrei farli qui. Però ci passo la maggior parte delle mie giornate, allora mi viene anche un po’ da sentirmi coinvolta quando le cose funzionano.Stasera non si vede bene la luna dalla mia finestra, ed è strano. Di solito sembra un lampione
acceso.
Sto qui in questo caos di camera e mi giro tra le mani la spossatezza e la gioia. Mi sento piena di energie di voglia e allo stesso tempo ho gli arti pesanti: lo stare così bene nonostante la fatica mi sembra una cosa nuova. L’ultima volta che mi sono sentita il mondo tra le mani come adesso è molto lontana, sia in termini di tempo che di ricordi. Non sono tanto abituata a mettermi al centro della scena, nemmeno della mia scena, voglio dire. E’ difficile, io tendo a ritirarmi per natura, a vivere le cose nel segreto delle mie pagine, a fotografare le briciole. In questo periodo è diverso. Tutta un’altra dimensione, che mi piace e allo stesso tempo mi impaurisce.
E’ inutile, sono ancora molto perplessa su tante cose. In particolare su come voglio essere, e come voglio apparire a me stessa. In questi giorni mi sono fatta spesso una domanda pericolosa che mi facevo alle elementari. All’epoca era “come sarò quando avrò vent’anni?” Adesso è “fra dieci anni cosa sarò?
Il fatto è che mi sono accantonata tante di quelle volte che pensare, adesso, di essere al centro dei miei pensieri mi ingombra. Ma lo devo fare per forza. Per me, per tutti quelli che credono in me, per una specie di giustizia racchiusa nel fatto che ricevo così tanto e ho ricevuto così tanto in vita mia che adesso mi sembra giusto restituire qualcosa. Qualcosa che mi somigli, che sia perciò molto imperfetto e silenziosamente appassionato.
Traballo. Per fortuna ci sono pilastri ben saldi a cui reggersi.
E anche cose che tornano magicamente, come l’altra mattina quando mi sono svegliata e le tre amiche a cui avevo mandato mail avevano risposto tutte in coro. Che bellezza aprire la posta e trovarle tutte lì, insieme. Considerato che si trovano ai quattro angoli del mondo, con fusi orari diversi e vite piene è proprio una specie di magia.

2 Comments:
beh, adesso che ti svegli ne trovi in due che ti lasciano un segno
mentre si scambiano pezzi di vita recente su un piumone bostoniano
hugs
siete spettacolose!
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