priorità
La casa non è più vuota e i segni si accumulano. Mangio fette di pane soffice e giro il collo a destra e a sinistra per scioglierlo. Faccio i conti per il mese di giugno, lascio messaggi alle coinquiline.Ho fatto un sogno assurdo.
Domenica al mare c’era un sole bellissimo. Credo di essere stata nell’unico luogo d’Italia dove non pioveva o faceva brutto. Siamo state tutto il pomeriggio, io e le mie amiche, sdraiate, con libri musica, riviste, cremine. Sdraiate e basta. Pace e silenzio. Ogni tanto una intavolava una discussione o condivideva un pezzo di quello che leggeva. Sorrisi, chiacchiere. La cena di pesce il sabato sera, un tramonto commovente, e poi imbustate nel sacco a pelo dirsi quelle due o tre cose fondamentali prima di crollare.
Le foto. Ho fatto tante foto. Alcune, credo, saranno proprio belle. Quando faccio belle foto vuol dire che sto bene.
Oggi sono andata a pagare quattro bollette e l’affitto. Sono passata prima dalla padrona di casa perché così avevo la scusa delle bollette per andare via velocemente. La mia padrona di casa attacca dei bottoni paurosi. Ti dice “siediti un attimo, dai, che fretta c’è” e poi ti inchioda su quella poltrona con le più incredibili domande. A ogni inquilina chiede dettagli delle altre, sperando di trovarci impreparate o di farci fare qualche gaffe che riveli, che ne so, fidanzamenti, matrimoni, uomini che circolano per casa, espressamente vietati dal contratto, e sua principale preoccupazione.
“chi si è innamorata ultimamente?” (ammicca)
(Ripasso mentale di quello che sa e quello che non sa.) “Nessuna. O almeno non che io sappia. Ci vediamo appena. All’ora di cena siamo sempre tutte e tre stanchissime. E siamo riservate.” (sorrido tanto, col sorriso da brava ragazza che la domenica porta le pastine al pranzo dei genitori.)
“E te, e te? Bellina così? Nemmeno un corteggiatore?”
(che gli avevo detto l’altra volta? Aspetta.. ah ecco)
“No, lo sa, a me gli uomini non interessano. (!!) Io lavoro e studio, non avrei tempo comunque” (replica del sorriso, abbasso lo sguardo..)
Non ci becca mai. Prima di andare a pagare l’affitto facciamo sempre una riunione preliminare in cui chiariamo bene quello che dobbiamo e non dobbiamo dire. E siamo diventate bravissime.
La più pericolosa naturalmente sono io, che sono una distratta terribile. Ma anche oggi mi sono comportata bene. Sono andata via sventolando le bollette dopo soli venti minuti di chiacchiere (un record positivo). A dirla tutta sto anche un po’ al gioco perché mi chiedo che tipa sia. Mi incuriosisce un sacco, minuscola, in questa casa enorme, con questo figlio perfetto, bravo e buono, e questo marito assurdo. Non capisco bene come impieghi il tempo. Sembra uscita da un racconto di Maupassant. E’ interessante.
Ho fatto benzina, ho pagato le bollette, e adesso, con circa cinquecento euro in meno nel conto, sono arrivata a casa, ho aperto il frigo. Ho promesso che al massimo fra una quindicina di giorni mi occuperò di lui. In frigo ci sono, in ordine alfabetico, ventcinque grammi di pecorino e due fette di prosciutto. E questo non è un record. E’ stato anche molto più vuoto di così.
Soldi, spese, spese, soldi, un circolo vizioso. Scegliere fra il maglioncino nuovo e il fine settimana al mare (vince il mare). Scegliere fra la cena fuori e sviluppare le foto (vincono le foto). Eccetera. Però non mi dispiace. C’è qualcosa di bello nel sapere con certezza quali siano le cose senza le quali non potrei vivere.
Adesso ho la vespa col pieno e un invito a cena per stasera.
Evviva. Il martedì è a posto.

2 Comments:
"C’è qualcosa di bello nel sapere con certezza quali siano le cose senza le quali non potrei vivere" è stupenda. Posso citarti qualche volta? :-)
naturalmente, ne sarò molto onorata! grazie:) C.
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