frammenti
E poi se non smette di piovere sfido chiunque a mantenere il buon umore.
Oggi in negozio alle sette mi sono fermata un attimo, struccata, affannata, un po' contrariata, e mi sono rubata un pezzo della carta velina rossa con cui si fanno i pacchetti regalo. Era un pezzo strappato, a dire la verità, su cui erano cadute delle gocce d'acqua, e l'acqua ha prodotto un interessante gioco di sbavature dall'arancione al rosa.
Ci ho scritto sopra delle cose inconfessabili, poi l'ho ripiegato in quattro e poi in otto e l'ho messo in tasca. Ho sentito il perso di quelle parole per tutto il pomeriggio. Mi sono stancata molto, oggi....sì, sto bene. E' un periodo in cui ricevo molte proposte. Ci sono quei periodi in cui uno... sai... è come se avesse le finestre aperte e fosse pronto a ricevere. Nel bene e nel male. Ma allo stesso tempo questa rinnovata passione per l'aria fresca che entra e la polvere che si muove può far paura. Come? Sì, non è facile da spiegare...
Pioveva di nuovo, alle sette del pomeriggio.
Ho guardato la malinconica vetrina del magico mondo delle candele pensando che la gente è imprevedibile. "C'è crisi", come dicono tutti i bottegai, io rimando il parrucchiere da due mesi perché forse in previsione delle feste è meglio risparmiare un po' (è meglio un weekend da qualche parte o una messa in piega?) e queste persone si scatenano all'acquisto di ciondoli per l'albero, ghirlande, centrotavola, candele d'ogni forma e dimensione, e animaletti di legno. E qualcuno mi fa notare che quest'anno gli affari vanno male. Mah. Ma a me non importa niente. Sono capace di sorridere e parlare della mia gatta per un ora con la signora che compra due candeline trascinandosi il carrello della spesa dal supermercato, e anche di guardare con interesse le foto dei nipotini, di ascoltare le lamentele sulle nuore, di rispettare le decisioni e consigliare cose di cui mi intendo relativamente. Se poi il sabato posso uscire e spalmarmi sulle poltrone dell'Hemingway davanti alla più straordinaria torta al cioccolato
che esista, sfogliando guide di Londra, cataloghi di design, e riviste gratuite di arte. E naturalmente fantasticando e facendo progetti megalomani.Ti vedo proprio bene
grazie. Ora lavoro a prato e sono molto stressato. Però sto bene, davvero. E te? Anche te sembri in forma...
Non c'è male..
Prendi la torta? Ci vuoi sopra il peperoncino?
Certo
Giusta...
E finisco qui, a farmi bruciare gli occhi nella speranza di sviscerare quello che sta succedendo, consapevole di non riuscirci, perché come si può spiegare che il momento in cui ti senti persa va di pari passo con quello in cui ti senti forte e inattaccabile? La corsa ogni mattina per il viale ricoperto di foglie nel rumore assordante nel traffico, la vetrina del negozio di animali coi cagnolini rinchiusi dentro che ti guardano con gli occhioni da cartone animato, il semaforo pedonale che non diventa mai verde, il freddo che aggredisce, e la sensazione di sonno e di tepore quando finalmente stringo fra le mani il consueto cappuccino col cornetto. Il bandone che pesa e io che mi chiedo che ci faccio qui per quei tre o quattro secondi prima di realizzare che quello che faccio ha un senso. Non corrisponde a quello che sono, ma ha un senso ben preciso. E' una delle poche cose che ho pianificato in vita mia, una delle poche conclusioni a cui posso dire di essere arrivata. Non è la mia identità che rischia di essere attaccata. E' la forza fisica che viene a mancare, la pazienza, a volte, che è messa a dura prova e certo, un po' di buona volontà si perde.
Al centro di tutto questo le piccole note di colore. Proprio al centro, perché sono questi i pensieri che la sera porto con me sotto la pesante coperta militare che ho rubato a casa dei miei. Le risatine con le coinquiline, gli occhi belli di C. che è felice perché la sua fidanzata è tornata da un lungo viaggio, il tiramisù nel piatto di plastica rossa, L. e E. che mi riaccompagnano a casa attraversando la tormenta ascoltando un cd, e anche -so che è un po' una caduta di stile, ma è così- un calciatore che fa sognare la mia squadra.
perché non metti lo zucchero nel caffe?
mi piace di più senza. Mi piace annusare il fumo che sale dalla tazzina prima di berlo. E l'amaro mi piace.
Peccato. La vita è già abbastanza amara...
Non poi tanto se ci pensi bene...
...no, forse no...
...
Ma ti ho messa in imbarazzo? (risata) Allora sei timida...Io.. no, beh... sì, un po'...















