deserti
Un tempo così bello che commuove (e qui dovrei aprire una parentesi su quanto è meravigliosa la mia città in settembre-ottobre, quando la luce non mente ma è anche soffice) eppure sono un po' storta. I pensieri mi si scollano dal loro filo conduttore come i post-it dalla porta del frigo. Cadono e magari c'era anche su qualcosa di importante, ma chissà dov'è finito.
Mi sento la testa pesante, come sovraccarica di informazioni. Forse troppe sigarette, forse troppo poco cibo. Non so.Ieri ho avuto un incontro-scontro con un bruco sul balcone di casa mia. Gli ho chiesto che ci facesse lì e lui non ha risposto. Mi sa che è stato sfrattato dal suo legittimo buco in giardino dai muratori del martello pneumatico. Gli ho offerto asilo politico e proposto di buttar giù una petizione per far cessare le ostilità. Ma era chiuso nel suo silenzio.

Invece mercoledì sera, prima del cinema, ho avuto un altro incontro-scontro. Questo più complicato. Che mi ha lasciato un'impressione buona e una cattiva.
C'è un tuareg che si aggira per la città procurandomi molta curiosità e diversi brividi, e ogni volta spero di essere lì quando passa. Vorrei chiedergli se mi può portare un po' in giro tra le dune del deserto, giusto per fare una gita -o un viaggetto chissà- e conoscerlo. L'altra sera quando l'ho incontrato mi ha preso una stupida ridarella da imbarazzo/stanchezza. Ero stanca, sì, ma più o meno di buon umore. Quindi non era escluso che mi facessi avanti con la mia proposta.
Solo che il posto sul cammello era già occupato. E ora chissà quanto tempo passerà prima che ricapiti da queste parti..













