reminder
Ieri ho fatto un salterello indietro.
Una vera emozione, piccola ma intensissima, che mi ha ridato luce nella giornata piovosa, e mi ha lasciato addosso, di nuovo, quella magnifica sensazione di evasione e di infinite possibilità che corrispondono alla mia personale idea di libertà.
Libertà in senso profondo, che non significa solo avere tanto tempo, tanti soldi, tanti chilometri sotto le scarpe. Tutte queste cose aiutano, ma la libertà come me la sono cucita addosso io è invece la sensazione di vivere a pieno le esperienze, anche quelle piccole e quotidiane, viverle fino in fondo e senza nascondersi nulla, così come vengono, che tu le abbia provocate o meno.
Sono stata allo Stensen a vedere Craj.
Al di là di quello che se ne può dire come film, come opera prima, come spettacolo teatrale, come concerto, o quello che sia, questa specie di Buena Vista Social Club versione salentina mi ha lasciato un sorriso splendente addosso. Ho rivisto distese di ulivi solidamente seduti, ho rivisto le luci delle luminarie
nelle feste di paese confondersi col cielo nero e stellato, ho rivisto i vecchi e i giovani ballare e divertirsi e sentirsi uguali, ho rivisto la terra rosso sangue e i fazzoletti volteggiare in aria come piccole fiamme morbide e il vino, che naturalmente corre a fiumi.
Non credo alle coincidenze, ma mi impressionano quando si verificano.
Quasi a ricordarmi dove tutto ha preso il via in un momento in cui stavo un po' rallentando per il freddo, la stanchezza del lavoro, certi pensieri complicati che a momenti mi lasciavano un po' contraddetta, eccola lì, quella vita e quella musica, quel suono ossessivo che non ti lascia scelta, a dirmi "non so se te lo ricordi, ma devi ballare. non puoi fermarti. Devi continuare a girare su te stessa finché non distingui più il cielo dalla terra."
Lo tengo a mente e continuo a provarci. ma qualche promemoria ogni tanto aiuta.
Una vera emozione, piccola ma intensissima, che mi ha ridato luce nella giornata piovosa, e mi ha lasciato addosso, di nuovo, quella magnifica sensazione di evasione e di infinite possibilità che corrispondono alla mia personale idea di libertà.
Libertà in senso profondo, che non significa solo avere tanto tempo, tanti soldi, tanti chilometri sotto le scarpe. Tutte queste cose aiutano, ma la libertà come me la sono cucita addosso io è invece la sensazione di vivere a pieno le esperienze, anche quelle piccole e quotidiane, viverle fino in fondo e senza nascondersi nulla, così come vengono, che tu le abbia provocate o meno.
Sono stata allo Stensen a vedere Craj.
Al di là di quello che se ne può dire come film, come opera prima, come spettacolo teatrale, come concerto, o quello che sia, questa specie di Buena Vista Social Club versione salentina mi ha lasciato un sorriso splendente addosso. Ho rivisto distese di ulivi solidamente seduti, ho rivisto le luci delle luminarie
nelle feste di paese confondersi col cielo nero e stellato, ho rivisto i vecchi e i giovani ballare e divertirsi e sentirsi uguali, ho rivisto la terra rosso sangue e i fazzoletti volteggiare in aria come piccole fiamme morbide e il vino, che naturalmente corre a fiumi.
Non credo alle coincidenze, ma mi impressionano quando si verificano.
Quasi a ricordarmi dove tutto ha preso il via in un momento in cui stavo un po' rallentando per il freddo, la stanchezza del lavoro, certi pensieri complicati che a momenti mi lasciavano un po' contraddetta, eccola lì, quella vita e quella musica, quel suono ossessivo che non ti lascia scelta, a dirmi "non so se te lo ricordi, ma devi ballare. non puoi fermarti. Devi continuare a girare su te stessa finché non distingui più il cielo dalla terra."
Lo tengo a mente e continuo a provarci. ma qualche promemoria ogni tanto aiuta.

5 Comments:
Lu tamburieddrhu miu nu tene voce
ca tutti li cristiani mette ‘ncroce
Lu tamburieddrhu miu face ballare
tutte le caruseddrhe face nnamurare
Lu tamburieddrhu miu nu viziu tene
ca tutte le caruseddrhe face ballare...
... eh eh: potenza di google! baci
oddio Lu, quanto ti ho pensata in quel cinema...
Hai ufficialmente commosso una pugliese.
p.s. come è piacevolmente "femminile" il tuo blog. Mi piace e non so spiegartelo meglio. (Mi appello alla retorica dell'essere inesprimibile.Anche se di solito non lo faccio mai.)
Ehi, grazie, che bel complimento. E che piacere incontrarti da queste parti. ;-)
Sono felice di scriverti per la prima volta proprio in merito a questo post...e poter dire che c'ero anch'io.
C'ero in Puglia e c'ero al film.
Non ho pensato al viaggio, al nostro primo viaggio.
Ho riso alla metafora.
"Doveva proprio arrivare in Puglia, il mio Signore, per regalare il suo quaderno".
Questo è quello che più mi ha commosso.
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