gli elastici e la ballerina

Sono pigra pigra perché ho corso tutto il giorno senza sosta, in questo mercoledì di fine agosto. Tutti i negozi chiusi, i pochi aperti offrono a saldo della merce invendibile nemmeno sui banchi dei peggiori mercati. Impossibilitata a seguire la mia inclinazione consumista (devo ammettere che cerco di dominarla ma ogni tanto è proprio impossibile, mi scatta una specie di sindrome da Carrie di Sex and The City e mi DEVO comprare scarpe/borse...), ho fatto la lista delle cose che devo fare il prossimo mese (ma anche questa settimana va bene). Numero uno, comprare il pc. Numero due, cercare casa. Numero tre, risistemare un po' di carte della tesi. Numero quattro, rimanere su quest'onda iperattiva. La cosa più difficile e allo stesso tempo più divertente della lista. Per ora ci sto riuscendo. Non mi ha azzoppato la vecchia casa piena di roba e nemmeno i temporali.
Il tempo è un capitolo grande grande del mio diario. C. dice che non sono mai stata in pace con la mia età, che mi sono sempre sentita più vecchia di quanto non fossi. L. invece dice che dietro la biondina catastrofista vede ancora la diciottenne con la stupidera. Sono vere tutte e due le storie. Io il tempo lo rispetto come si rispetta una persona intelligente saggia e imprevedibile. non l'ho mai percepito come una cosa unitaria, uguale per tutti. Ma non è che sia molto originale in questo. Quando leggevo la Woolf e Joyce mi ricordo di aver percepito il tempo dei minuti e quello delle cose. Il tempo di un oggetto che ti guarda fisso. il tempo di una finestra che sbatte. E' da allora che rispetto il tempo come elemento totalmente astratto. In questi lunghissimi tre anni so di aver dilatato il tempo delle mie riflessioni come un elastico teso al massimo. Sono sembrati anni lunghissimi, sicuramente sono stati anni di ricerca, difficile, di una specie di equilibrio che ancora non è concreto. Però se ne intravede l'ombra. Credo che quello che sta succedendo in questi ultimi mesi sia una inversione della tensione dell'elastico. Dall'ipertrofia del lavoro cerebrale alla scoperta della fisicità del mondo (e mia). Non so come altro spiegarlo: sto pensando con la pancia (per quanto sia possibile per una cervellotica come me), mi sento addosso una specie di volontà d'istinto e di gesti. Mi viene da abbracciare, dare delle pacche, sorridere, fare smorfie, anche saltellare. Ogni tanto, proprio al centro della mia stanza a porta chiusa, metto la musica e saltello. Che sarà?
Sarà la bossa nova la mattina presto, che l'unica cosa che puoi ragionevolmente fare quando la senti è ballare. Sarà che ogni tanto mi guardo i piedi e le mani e li riconosco come miei. Me lo ricordo, quando mi guardavo le mani e mi chiedevo di chi fossero e le usavo come se avessero una volontà propria, totalmente distinta dalla mia.
Mi sembra di conoscermi meglio. Di aver risalutato una vecchia amica che non vedevo da un po'. Ma sono sempre stata qui giusto?
(e a proposito di vecchie amiche: ciao amica tosco-madrilena dai capelli rossi, lo so che in questo periodo hai tante cose da fare e da pensare,però mi manchi tanto e magari ti chiamo anche, se il tuo numero di cell è sempre quello italiano... per ora un bacino da qui!)

3 Comments:
Balla bballa bballerina... volevo accennare agli effetti postitivi del sesso sugli equilibri psichici ma poi forse era un po' rozzo :)
come l'amico più caro può fare arrossire anche la fortezza più barricata in due parole... :-) Neri Neri... io ci giravo un po' più larga, ma va bene così... in fondo quella a cui accenni è una grande verità... ma che ci fai sveglio così tardi?
tornavo da una girata notturna, con un'amica insonne e perfino più tabagista di me e te insieme.
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